Prova della cessione intracomunitaria – Novità del regolamento UE 1912/2018 (circ. Agenzia delle Entrate 12.5.2020 n. 12)

La circ. Agenzia delle Entrate n. 12/2020 ha fornito chiarimenti in merito alla disciplina delle cessioni intracomunitarie, a seguito delle novità in merito alla prova del trasporto dei beni in un altro Stato UE, introdotte dall’art. 45-bis del Regolamento UE n. 282/2011, applicabile dall’1.1.2020.
Quest’ultima disposizione ha introdotto una presunzione relativa in merito all’avvenuto trasporto di beni in ambito comunitario, distinguendo tra l’ipotesi in cui i beni siano stati spediti o trasportati dal venditore (o per suo conto) e l’ipotesi in cui essi siano stati trasportati dall’acquirente (o per suo conto).
Disciplina comunitaria – Trasporto a cura del cedente
Nella prima fattispecie, per beneficiare della presunzione di trasporto in altro stato UE, il venditore, oltre a dichiarare che i beni sono stati spediti o trasportati da lui o da terzi per suo conto, dovrà produrre almeno due documenti, non contraddittori e provenienti da soggetti diversi tra loro e indipendenti sia dal venditore che dall’acquirente. Si tratta dei documenti relativi al trasporto o alla spedizione dei beni (ad esempio, un documento o una lettera CMR riportante la firma del trasportatore, una polizza di carico, una fattura di trasporto aereo, oppure una fattura emessa dallo spedizioniere).
In alternativa, il venditore potrà presentare, oltre alla dichiarazione che i beni sono stati spediti o trasportati da lui o da terzi per proprio conto, un documento tra quellI sopra menzionati unitamente a uno qualsiasi dei documenti seguenti:
– una polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento per la spedizione o il trasporto dei beni;
– i documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio da un notaio, che confermano l’arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione;
– una ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale Stato membro.
Disciplina comunitaria – Trasporto a cura del cessionario
Nella seconda fattispecie, l’acquirente stesso deve fornire al venditore, entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione, una dichiarazione scritta dalla quale dovranno risultare la data del rilascio, il nome e l’indirizzo dell’acquirente, la quantità e la natura dei beni ceduti, la data e il luogo del loro arrivo, l’identificazione della persona che ha accettato i beni per conto dell’acquirente e, qualora si tratti di mezzi di trasporto, il numero di identificazione del mezzo.
Tale dichiarazione dovrà essere posseduta dal venditore insieme ad almeno due dei documenti relativi al trasporto delle merci oppure ad un documento di trasporto unitamente ad un documento relativo ad altri mezzi di prova.
Secondo la circ. Agenzia delle Entrate n. 12/2020, la presunzione appena descritta può essere riconosciuta anche in relazione alle operazioni realizzate anteriormente all’1.1.2020, qualora il contribuente possieda un corredo documentale integralmente coincidente con le indicazioni della norma stessa.
Applicabilità della prassi nazionale
La presunzione prevista dall’art. 45-bis del Regolamento UE n. 282/2011 è applicabile solo qualora la documentazione in possesso del contribuente risponda ai requisiti ivi previsti.
In tutti i casi in cui non si renda applicabile la presunzione, continua a trovare applicazione la prassi nazionale relativa alla prova del trasporto in altro Stato UE dei beni, anche qualora i chiarimenti siano stati forniti prima dell’1.1.2020.
In particolare, la prassi interna considera idoneo a dare prova del trasporto in altro Stato UE il CMR elettronico o, in alternativa, un corredo di documenti dal quale si possano ricavare le medesime informazioni presenti nel CMR, nonché le firme dei tre soggetti coinvolti (cedente, vettore e cessionario) uno dei quali (il vettore) è una “parte indipendente”. Tali documenti sono validi solo se conservati unitamente alle fatture di vendita, alla documentazione bancaria attestante le somme riscosse per le predette cessioni e alla documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti nonché agli elenchi INTRASTAT validamente trasmessi (ris. Agenzia delle Entrate 25.3.2013 n. 19).
Resta inteso, ad ogni modo, che la suddetta prassi nazionale individua documenti, la cui idoneità a provare l’avvenuto trasporto intracomunitario è comunque soggetta alla valutazione, caso per caso, da parte dell’Amministrazione finanziaria. (Fonte: EUTEKNE)

Fiscale – Imposte Indirette – IVA Intracomunitaria – Cessioni Intracomunitarie

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