Persone fisiche titolari di pensione di fonte estera – Imposta sostitutiva dell’IRPEF – Regime opzionale – Disposizioni attuative (provv. Agenzia delle Entrate 31.5.2019 n. 167878)

Il provv. Agenzia delle Entrate 31.5.2019 n. 167878 ha dato attuazione alle disposizioni dell’art. 24-ter del TUIR, aventi ad oggetto l’imposizione sostitutiva del 7% per i titolari di pensioni estere che trasferiscono la propria residenza in Italia, in uno dei Comuni appartenenti al territorio delle Regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 20.000 abitanti.
Decorrenza ed esercizio dell’opzione
L’Agenzia delle Entrate conferma che la persona fisica titolare di redditi da pensione di fonte estera può optare per il regime di imposizione sostitutiva dal periodo di imposta 2019.
L’opzione si perfeziona con la presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta in cui i soggetti hanno trasferito la residenza fiscale ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta.
In altre parole, il nuovo regime trova applicazione a partire dai trasferimenti di residenza fiscale in Italia effettuati dall’1.1.2019 mediante esercizio dell’opzione in REDDITI PF 2020.
Individuazione dei Comuni con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti
Si considera il dato risultante dalla “Rilevazione comunale annuale del movimento e calcolo della popolazione” pubblicata sul sito dell’ISTAT riferito al 1° gennaio dell’anno antecedente al primo anno di validità dell’opzione; il dato rileva per ciascuno dei periodi di validità dell’opzione a condizione che il contribuente non trasferisca la residenza in altro Comune italiano.
L’opzione rimane efficace, anche qualora a partire dal secondo periodo di imposta di validità dell’opzione, il contribuente trasferisca la residenza in un altro Comune aventi i requisiti richiesti (quindi, ubicazione in una Regione del Centro-Sud e popolazione non superiore a 20.000 abitanti).
Possibilità di esclusione di alcuni Stati esteri
È possibile escludere dall’opzione i redditi prodotti in uno o più Stati o territori esteri, dandone specifica indicazione in sede di esercizio dell’opzione, oppure in una dichiarazione dei redditi relativa a uno dei periodi d’imposta successivi a quello di esercizio dell’opzione.
Caratteristiche dell’imposta sostitutiva
Per effetto dell’esercizio dell’opzione, sui redditi esteri di qualunque categoria, si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF (e delle addizionali locali), calcolata in via forfettaria, con aliquota del 7% per ciascuno dei periodi di imposta di validità dell’opzione.
L’imposta è versata in unica soluzione entro il termine previsto per il versamento del saldo delle imposte sui redditi, mediante modello F24 (con successiva risoluzione, l’Agenzia delle Entrate dovrà istituire apposito codice tributo).
Indicazioni da fornire in sede di esercizio dell’opzione
Nella dichiarazione dei redditi di esercizio dell’opzione, il contribuente deve indicare:
– lo status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a cinque periodi di imposta precedenti l’inizio di validità dell’opzione;
– la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione tra quelle in cui sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa nel settore fiscale;
– gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva;
– lo Stato di residenza del soggetto estero erogante la pensione;
– l’ammontare dei redditi di fonte estera da assoggettare all’imposta sostitutiva.
Durata e cessazione dell’opzione
L’opzione è valida per i primi cinque periodi di imposta successivi a quello in cui diviene efficace e cessa decorso tale periodo.
Revoca, decadenza e inefficacia dell’opzione
L’opzione è revocabile dal contribuente mediante comunicazione nella dichiarazione dei redditi relativa all’ultimo periodo di imposta di validità dell’opzione (anche nell’ipotesi di trasferimento della residenza fiscale all’estero o in un Comune diverso da quelli previsti dalla norma); in tal caso, sono fatti salvi gli effetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti.
Il soggetto che esercita l’opzione decade dal regime:
– qualora vengano meno i requisiti normativamente previsti;
– in caso omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva entro la data prevista per il pagamento del saldo delle imposte sui redditi, con effetto dal periodo d’imposta rispetto al quale doveva essere eseguito tale versamento;
– in caso di trasferimento della residenza fiscale in un Comune italiano diverso da quelli individuati dalla norma, con effetto dal periodo d’imposta in cui varia la residenza;
– in caso di trasferimento della residenza fiscale all’estero.
L’opzione è inefficace laddove, in esito ad attività di controllo, sia accertata la sussistenza della residenza fiscale in Italia nei cinque anni precedenti l’esercizio dell’opzione.
La revoca o la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione. (Fonte:EUTEKNE)

Agevolazioni – Agevolazioni fiscali

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