Piani di risparmio a lungo termine (PIR) – Disposizioni attuative (DM 30.4.2019)

Il DM 30.4.2019, attuativo della nuova disciplina dei Piani individuali di risparmio a lungo termine (PIR) dettata dall’art. 1 co. 100-114 della L. 232/2016, è stato pubblicato sulla G.U. 7.5.2019 n. 105.Disciplina dei PIRI piani di risparmio a lungo termine (PIR) sono una specifica tipologia di investimento destinato alle persone fisiche previsto dall’art. 1 co. 100 – 114 della L. 232/2016, i cui redditi beneficiano dell’esenzione:- dalle imposte sui redditi derivanti dagli strumenti finanziari e dalla liquidità che concorrono a formare il PIR (sia i redditi di capitale che i redditi diversi);- dall’imposta sulle successioni relativa agli strumenti finanziari che compongono il piano in caso di trasferimento a causa di morte.L’investimento nel PIR beneficia delle agevolazioni fiscali sopracitate quando:- gli strumenti finanziari di uno stesso emittente e la liquidità che lo compongono non sono superiori al 10%;- almeno una parte (70%) dell’investimento totale è destinata a strumenti finanziari c.d. “qualificati”, ossia quelli, anche non negoziati, di imprese residenti nel territorio dello Stato italiano o residenti in Stati UE o SEE con stabile organizzazione nel territorio medesimo. Questo requisito deve essere valutato al momento in cui il titolare effettua l’investimento;- una parte dell’investimento sopracitato (almeno il 30% del 70%) deve essere destinato a strumenti finanziari di imprese non inserite nel FTSE MIB o in altri indici equivalenti di altri mercati esteri;- gli strumenti finanziari sono detenuti per il periodo di tempo minimo di cinque anni;- gli strumenti finanziari che compongono il PIR non sono emessi o stipulati con soggetti residenti in Paesi diversi da quelli indicati nella c.d. “white list” di cui al DM 4.9.96;- le partecipazioni sociali che compongono il PIR sono considerate non qualificate ai sensi dell’art. 67 co. 1 lett. c-bis) del TUIR.Investimenti in PMI e fondi di venture capitalIl DM 30.4.2019 prevede che la quota del 70% del valore complessivo del PIR, costituito dall’investitore privato indipendente, deve essere investita:- per almeno il 5% del valore complessivo in strumenti finanziari, ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali di negoziazione, emessi da PMI ammissibili;- per almeno il 5% in quote o azioni di fondi per il venture capital o di fondi di fondi per il venture capital.A questi fini, un’apposita disposizione ha previsto che si considerano ammissibili gli investimenti in equity e quasi-equity.Limite di 15.000.000,00 di euro per le risorse finanziarie ricevuteSempre con riferimento agli investimenti qualificati effettuati dal PIR, il decreto stabilisce che ciascuna PMI emittente gli strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali di negoziazione e ciascuna PMI i cui strumenti finanziari sono oggetto di investimento da parte dei fondi per il venture capital non può ricevere un ammontare complessivo di risorse finanziarie a titolo di qualsiasi misura di aiuto per il finanziamento del rischio superiore a 15.000.000,00 di euro.Questa condizione deve essere dichiarata all’intermediario che gestisce i PIR dalla PMI emittente gli strumenti finanziari. (Fonte:EUTEKNE)

 

Fiscale – Imposte dirette – Redditi di capitale

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