Deducibilità parziale dell’IMU dall’IRPEF e dall’IRES – Aumento della percentuale di deducibilità – Novità del DL 34/2019 (c.d. DL “crescita”)

L’art. 3 del DL 34/2019 (c.d. DL “crescita”) interviene nuovamente sulla misura della deducibilità dell’IMU relativa agli immobili strumentali dal reddito di impresa e di lavoro autonomo, aumentandola progressivamente a partire dal periodo di imposta 2019 “solare”. Resta invece ferma l’integrale indeducibilità dell’IMU dalla base imponibile IRAP.
Evoluzione normativa
L’art. 14 co. 1 del DLgs. 23/2011 dispone che l’IMU degli immobili strumentali sia deducibile dalle imposte sui redditi nella misura del:
– 20% a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31.12.2014 (2014, per i soggetti “solari”);
– 30% per il solo periodo di imposta in corso al 31.12.2013 (2013, per i soggetti “solari”).
L’art. 1 co. 12 della L. 145/2018 (legge di bilancio 2019), intervenendo sull’art. 14 co. 1 del DLgs. 23/2011, fissava la percentuale di deducibilità dell’IMU al 40%. In assenza di un’espressa disposizione di decorrenza, la modifica avrebbe dovuto operare dall’1.1.2019, vale a dire, per i soggetti “solari”, dal periodo d’imposta 2019.
Il DL “crescita” ha modificato l’illustrato contesto normativo prevedendo, al nuovo art. 14 co. 1 del DLgs. 23/2011, che la percentuale di deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo sia gradualmente aumentata come segue:
– 50% per il periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2018 (2019, per i soggetti “solari”);
– 60% per il periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2019 e a quello in corso al 31.12.2020 (2020-2021, per i soggetti “solari”);
– 70%, a regime, dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2021 (2022, per i soggetti “solari”).
Pertanto, la deducibilità nella misura del 40%, prevista dalla legge di bilancio 2019, non troverà mai applicazione.
Analoghe percentuali di deducibilità operano per l’IMI della Provincia autonoma di Bolzano e l’IMIS della Provincia autonoma di Trento.
Ambito applicativo
Stante l’esplicito riferimento della norma istitutiva agli immobili strumentali, l’IMU relativa agli immobili patrimoniali e agli immobili merce rimane indeducibile.
Criteri di deducibilità
Secondo l’Agenzia delle Entrate, per i soggetti titolari di reddito di impresa, costituisce costo deducibile l’IMU di competenza di un certo periodo di imposta, a condizione che l’imposta sia pagata dal contribuente. L’art. 99 co. 1 del TUIR non introdurrebbe, infatti, ai fini della determinazione del reddito d’impresa, un puro principio di cassa in deroga a quello generale di competenza dei componenti negativi, ma costituisce una norma di cautela per gli interessi erariali introducendo un’ulteriore condizione di deducibilità per le imposte, data dall’avvenuto pagamento (circ. n. 10/2014, risposta 8.2).
Pertanto, l’IMU 2018 tardivamente versata nel 2019 è un costo di competenza del periodo di imposta 2018, indeducibile in detto periodo di imposta in assenza del pagamento e deducibile nel successivo periodo di imposta 2019 all’atto del pagamento, peraltro in misura pari al 20%.
Per i soggetti titolari di lavoro autonomo, in assenza di una specifica disposizione, si applica, secondo l’Agenzia delle Entrate (circ. n. 10/2014, risposta 8.2), il principio generale dell’art. 54 co. 1 del TUIR che dispone la deducibilità per cassa dei componenti negativi di reddito di lavoro autonomo. Pertanto, secondo l’Agenzia delle Entrate, l’IMU è deducibile nell’anno in cui avviene il relativo pagamento, anche se tardivo, comunque a partire dall’IMU relativa all’anno 2013.
Decorrenza dell’aumento della percentuale di deducibilità
La nuova percentuale del 50% avrà impatto, per la prima volta, in sede di compilazione del modello REDDITI 2020.
È quindi superata, anche per i soggetti “non solari”, l’indicazione delle istruzioni al modello REDDITI SC 2019 riferita alla percentuale del 40%, introdotta dalla legge di bilancio 2019 e ora sostituita da quella del 50% a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2018.
Si prenda, ad esempio, il caso di una spa con periodo di imposta 1.7.2018 – 30.6.2019 la quale abbia versato, nel citato esercizio “a cavallo”, le seguenti rate relative all’IMU su un capannone:
– saldo 2018 (versato entro il 16.12.2018) = 5.000,00 euro.
– acconto 2019 (versato entro il 17.6.2019) = 5.000,00 euro.
Nell’ambito del modello REDDITI SC 2019 la società deduce l’importo di 2.000,00 euro (10.000,00 x 20%), calcolato applicando all’IMU versata la percentuale del 20%, ancora valida per il periodo di imposta in corso al 31.12.2018.
Supponendo che l’importo delle rate IMU da versare per l’anno successivo rimanga costante, nel modello REDDITI SC 2020, riferito al periodo di imposta 1.7.2019 – 30.6.2020, la società dedurrà l’importo di 5.000,00 euro (10.000,00 x 50%), calcolato applicando all’IMU versata (saldo 2019 e acconto 2020) la nuova percentuale del 50%. (Fonte:EUTEKNE)

Fiscale – Imposte dirette – IRES – Oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale – Imposte

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