Contributi comunitari – Detrazione IVA (risposta interpello Agenzia delle Entrate 22.3.2019 n. 80)

Nella risposta a interpello Agenzia delle Entrate 22.3.2019 n. 80, sono stati forniti chiarimenti circa il trattamento IVA relativo a un contributo pubblico comunitario erogato a un consorzio, costituito in forma cooperativa senza fini di lucro, esercente attività agricola e titolare di partita IVA.
Rilevanza ai fini IVA dei contributi pubblici
L’erogazione di denaro da parte di pubbliche amministrazioni (P.A.) a favore di soggetti pubblici o privati può essere qualificata come:
– contributo pubblico, ossia movimentazione di denaro per il perseguimento di obiettivi di carattere generale che rappresenta un’operazione fuori dal campo di applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 2 co. 3 lett. a) del DPR 633/72;
– corrispettivo da assoggettare ad imposta, se l’importo erogato rappresenta il compenso per cessioni di beni o prestazioni di servizi rilevanti ai fini IVA.
Come chiarito dalla circ. Agenzia delle Entrate 21.11.2013 n. 34, la qualificazione di un’erogazione della P.A. come contributo pubblico o corrispettivo deve essere operata in base alle norme di legge nazionali (specifiche o generali) e comunitarie. Solo se non è possibile riscontrare una disposizione che qualifica le caratteristiche della specifica erogazione, si può fare ricorso a criteri sussidiari.
Le erogazioni della P.A. sono da qualificare come contributi pubblici se le somme sono versate, alternativamente:
– in esecuzione di norme che prevedono l’erogazione di benefici al verificarsi di presupposti predefiniti (es. aiuti di Stato automatici) o in favore di particolari categorie di soggetti (es. contributi a valere sulle imposte dirette in favore delle confessioni religiose destinatarie del 5 o dell’8 per mille dell’IRPEF);
– in base a criteri e modalità predeterminate da provvedimenti amministrativi attributivi di vantaggi economici (art. 12 della L. 7.8.90 n. 241) come avviene, generalmente, quando la P.A. promuove attività e la realizzazione di opere e servizi in settori di rilevante interesse generale (es. formazione professionale);
– nell’ambito di un procedimento definito a livello comunitario e attuato nell’ordinamento nazionale mediante bandi o delibere di organi pubblici (es. Comitato interministeriale per la programmazione economica, in sigla “CIPE”);
– a titolo di apporto di capitale dal socio avente soggettività di diritto pubblico.
Le erogazioni della P.A. sono da qualificare come corrispettivi, invece, se le somme sono versate:
– a fronte della stipula di contratti in base al “Codice dei contratti pubblici” (DLgs. 18.4.2016 n. 50), in cui la P.A. individua il prestatore obbligandosi a versargli quanto previsto a titolo di corrispettivo;
– in un analogo schema di corrispettivo a fronte di una prestazione di servizi, in base a contratti stipulati al di fuori o in deroga al “Codice dei contratti pubblici” (es. affidamenti alle società “in house providing“).
Qualora non sia riscontrabile un riferimento normativo che individua la qualificazione delle erogazioni della P.A., la natura giuridica di quest’ultime deve essere valutata caso per caso attraverso i seguenti criteri sussidiari da applicare nell’ordine gerarchico/sequenziale proposto:
– acquisizione da parte della P.A. dei risultati dell’attività finanziata;
– previsione di una clausola risolutiva espressa o di risarcimento del danno da inadempimento;
– criterio residuale secondo cui l’erogazione ha natura corrispettiva se l’attività finanziata può comunque concretizzare un’obbligazione il cui inadempimento darebbe luogo a una responsabilità contrattuale.
Sulla base della prassi sopra richiamata e tenuto conto che le erogazioni a favore del consorzio sono definite espressamente come aiuti dal Regolamento (UE) 25.6.2014 n. 702, nella risposta a interpello in esame i contributi sono stati qualificati come movimentazioni di denaro fuori dal campo di applicazione dell’IVA, ai sensi dell’art. 2 co. 3 lett. a) del DPR 633/72, in quanto rientranti fra le somme erogate in esecuzione di norme che prevedono l’erogazione di benefici al verificarsi di presupposti predefiniti o in favore di particolari categorie di soggetti.
Diritto alla detrazione in presenza di contributi pubblici
Per il soggetto passivo beneficiario del contributo pubblico “il diritto a detrazione non è pregiudicato dalla natura contributiva delle somme percepite, bensì dipende esclusivamente dal regime impositivo delle operazioni attive (operazioni a valle) dal medesimo poste in essere“. L’IVA risulta detraibile nella misura in cui il soggetto passivo utilizza i beni e servizi per l’effettuazione a valle di operazioni soggette all’imposta (cfr. circ. Agenzia delle Entrate 11.5.2015 n. 20, § 2).
L’IVA relativa agli acquisti effettuati dal consorzio mediante l’utilizzo dei predetti contributi è stata ritenuta detraibile, dunque, in quanto relativa a beni e servizi impiegati per l’effettuazione delle operazioni attive imponibili connesse al bando. Oltre a commissionare i lavori relativi al bando alle cooperative socie e ai professionisti incaricati di svolgere il servizio tecnico di progettazione, infatti, il consorzio si impegna a prestare a titolo oneroso:
– servizi di carattere tecnico, amministrativo, legale e normativo a supporto dell’attività svolta dalla cooperativa socia che deve eseguire i lavori;
– servizi di carattere organizzativo, amministrativo, di segreteria a supporto del professionista incaricato del servizio tecnico di progettazione. (Fonte:EUTEKNE)

 

Fiscale – Imposte indirette – IVA – Disposizioni generali – Presupposto oggettivo

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